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Giusta transizione: Csr Europe dialoga con le imprese socie di Impronta Etica

Si è tenuto martedì 14 giugno presso la sede della Fondazione Barberini a Bologna, il terzo appuntamento dei Soci Caffè di Impronta Etica, una nuova iniziativa dell’associazione senza scopo di lucro nata per la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa, che prevede momenti di confronto e discussione tra le sue imprese socie attorno a specifici temi legati alla sostenibilità.

Per questo incontro, la tavola rotonda ha visto confrontarsi sul tema della giusta transizione quattro imprese con la voce diretta dell’Europa: il network europeo Csr Europe, nato nel 1996 con l’obiettivo di supportare le imprese a raggiungere una crescita economica sostenibile, di cui Impronta Etica è National Partner Organization. La prospettiva europea ha incontrato le esperienze aziendali di Cns, Gruppo Hera, Igd Siiq e Scs Consulting, dando vita ad una ricca discussione attorno a sfide, opportunità e leve strategiche per implementare questa transizione fondamentale oggi come non mai.

Giusta transizione e ruolo dell’Unione Europea

La giusta transizione è un processo orientato all’introduzione di piani, politiche ed investimenti green che coinvolgono l’intera società e in grado di creare un ambiente favorevole alla prosperità delle imprese sostenibili e alla creazione di opportunità di lavoro dignitose. Implementare una giusta transizione significa compiere una transizione sostenibile che non lasci indietro nessuno e che riduca al minimo le disuguaglianze possibili che da essa possano derivare.

L’Europa a questo proposito, sta ponendo ben chiari i pilastri che chiariscono il valore che l’aspetto sociale, rappresentato dalla S dei tre criteri Esg (Environmental, Social, Governance), ha nel perseguimento di una transizione ecologica, digitale e culturale, rappresentando non solo un amplificatore di quest’ultima, ma una vera e propria condizione necessaria alla loro realizzazione. In questo contesto, risulta oggi ancora più radicata la convinzione che una transizione ecologica volta al raggiungimento della net-zero non sia possibile senza ampie azioni di carattere sociale che vadano a ridurre le disuguaglianze che potrebbero derivarne. Attualmente la situazione geopolitica che il mondo sta vivendo ha mostrato l’esigenza di portare la giusta transizione oltre la discussione per il clima, evidenziando il ruolo chiave che le imprese possono avere a questo scopo.

Sfide e opportunità per le imprese che vogliono affrontare la giusta transizione

Tra queste, CSR Europe ha identificato diverse sfide e criticità che le imprese si troveranno ad affrontare nell’implementazione della giusta transizione: l’estensione di una transizione ESG completa a tutta la catena del valore; l’allocazione di capitale non sufficiente per far fronte a tutte le sfide legate alla transizione; la mancanza di dati e metriche certe che riguardano l’aspetto sociale e la limitata comparabilità degli standard di reporting.

Gli shock e le complessità che il mondo si è trovato ad affrontare negli ultimi anni e che ancora oggi minacciano profondamente i nostri sistemi hanno evidenziato il bisogno di porre la questione sociale e l’attenzione alle profonde disuguaglianze presenti al centro delle logiche e delle azioni delle imprese e dei governi, incorporandola in modo prioritario nelle strategie, nelle politiche e nell’allocazione dei capitali. Per farlo, l’Europa sottolinea la necessità di pianificare strategie e azioni concrete allineate alle esigenze dei diversi contesti, a livello nazionale, regionale e locale attuando un approccio multistakeholder che attivi partnership e collaborazioni ampie ed efficaci.

CSR Europe e Soci di Impronta Etica, cosa è emerso dal confronto

Dal confronto tra le imprese sono emersi numerosi punti chiave derivanti dalla loro diretta esperienza in merito all’implementazione di politiche volte ad intervenire a favore della sostenibilità sociale, ambientale ed economica.

In primo luogo, le imprese hanno ribadito all’unanimità l’attuale mancanza di chiarezza ed esaustività a livello normativo riguardo il tema. La spinta normativa risulta infatti fondamentale per rendere attuabili e concrete le policy e le azioni volte a contrastare le disuguaglianze e a perseguire una transizione sostenibile ed inclusiva, ma l’attuale contesto normativo risulta piuttosto complesso per le imprese su cui ricade l’obbligo di attuazione.

La discussione poi ha fatto emergere come approcciarsi al tema della giusta transizione in modo olistico e integrato sia un elemento chiave per renderla davvero attuabile e impattante, non limitandosi a considerarla soltanto legata al tema ambientale, ma come leva strategica di sviluppo sostenibile. Questo risulta possibile solo grazie alla presenza di una governance ingaggiata e sensibile al tema all’interno dell’impresa che sappia diffondere una profonda cultura in merito, coinvolgendo tutti i dipartimenti dell’organizzazione e facendo permeare valori saldi e concreti.

Inoltre, i partecipanti all’incontro hanno individuato come condizione necessaria alla realizzazione di una giusta transizione efficace, l’uso di un approccio tempestivo e anticipatorio rispetto a potenziali rischi ed effetti negativi del proprio business sulle persone e sulla società, riuscendo così ad agire in modo preventivo con policy e misure che consentano di trasformarli in opportunità virtuose. L’approccio anticipatorio descrive l’importanza per un’impresa di effettuare una misurazione dei propri impatti che monitori l’effetto del proprio agire sui propri stakeholder permettendo così di pianificare la propria strategia aziendale e mitigando i potenziali rischi. Questo percorso verrà poi comunicato agli stakeholder tramite un processo di rendicontazione che divulgherà le informazioni raccolte, l’impegno e le azioni messe in atto dall’organizzazione.

Infine, il confronto ha fatto emergere una comune difficoltà presente nell’ingaggiare gli stakeholder molto diversi fra loro, soprattutto relativamente alla catena di fornitura, facendo permeare una cultura in merito al tema che porti ad un reale cambiamento nel loro agire anche nei soggetti a valle della catena di valore, riuscendo così ad avere un reale impatto di ampio raggio.

Per concludere quindi, l’incontro ha portato alla luce quanto il tema della giusta transizione rappresenti un’urgenza e una priorità soprattutto in un contesto come quello attuale in continua evoluzione. Tra complessità, spinte strategiche ed opportunità, sempre più imprese stanno cogliendo questo aspetto cercando di rendere attuabili nel concreto azioni volte al contenimento delle disuguaglianze, muovendosi all’interno del framework normativo dell’Unione Europea e portando avanti una transizione che non dimentichi nessuno, basata sull’inclusione.

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