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Crickhead, l’app per semplificare i problemi della convivenza tra coinquilini

Un’app che nasce per semplificare i problemi quotidiani legati alla convivenza, utilizzando un approccio divertente come l’house contest. È “Crickhead”, piattaforma che permette di gestire le spese condivise, i turni delle pulizie e gli altri aspetti legati all’organizzazione della casa attraverso un gioco nel quale si guadagnano punti ogni volta che si fanno azioni per la comunità.

“Chiunque abbia vissuto con coinquilini sa quanto sia difficile affrontare la convivenza”, spiega Valeria Sangiovanni, che frequenta il corso di business and economics all’Università di Bologna e che insieme ad altri tre studenti (Ilaria Catalano, Antonio Franzese, Samuel Pironti) ha prototipato l’app. “C’è l’imbarazzo nello stabilire compiti e ruoli, il dover toccare argomenti scomodi come soldi, spese condivise o abitudini inappropriate, e infine l’organizzazione della casa. Da un questionario da noi svolto, chi ha più difficoltà sono i più giovani, che si trovano per la prima volta lontano da casa”.

Il target è rappresentato da ragazzi e ragazze nella fascia d’età 18-30 anni, principalmente studenti fuori sede, che ogni giorno affrontano i problemi legati alla convivenza. Una condizione comune in una città come Bologna, dove l’idea è nata. 

Crickhead è pensata allora per migliorare il clima della casa attraverso le sue funzionalità: l’app traccia i rispettivi debiti tra coinquilini, permette di creare una lista condivisa degli acquisti necessari per la casa e di notificare quando si svolgono faccende domestiche. 

“Questo permette di abbattere le barriere comunicative tra i coinquilini, tramite le notifiche, evitando lo scontro diretto che può portare al deterioramento dei rapporti quando all’inizio non ci si conosce”, racconta Sangiovanni. 

Ma soprattutto, viene stimolata la responsabilizzazione delle persone creando un contest in cui, per ogni buona azione, si ricevono dei punti. La classifica che ne deriva a fine mese premia il miglior coinquilino con uno sconto in uno degli esercizi partner, negozi che vendono articoli utili per chi è studente, stimolando l’economia circolare: gli utenti sfruttano gli sconti, mentre le attività traggono beneficio dall’affluenza di clienti.

“Il servizio di organizzazione della casa crea una vera e propria cronologia delle faccende e pulizie domestiche, mettendo in risalto eventuali differenze nel contributo di ciascun membro del nucleo”, dice Sangiovanni. “Tale funzionalità può essere un game-changer per chi ha una personalità più timida o introversa e pertanto proverebbe paura o disagio nel dover affrontare direttamente argomenti così delicati che, tuttavia, non possono essere evitati per sempre”.

Non si rischia però che ci sia un eccessivo controllo sociale, che toglie sapore alla spontaneità delle relazioni? “Non si tratta di un controllo della vita privata dei coinquilini o di aspetti personali: la app tiene traccia solo delle azioni che ricadono sulla comunità”, afferma Sangiovanni. “Sono dinamiche che andrebbero fatte emergere e controllate in ogni caso, anche senza la piattaforma”.

Il business model si basa sulla versione premium dell’app, che sarà a pagamento e che metterà a disposizioni funzionalità ulteriori, come l’espansione dei nuclei possibili da creare e sconti maggiori nei negozi. 

Il progetto è stato presentato durante l’ultima edizione dello Start Up Day dell’Università di Bologna nella categoria Idee Emergenti: per il momento ne è stata realizzata una versione demo e si stanno cercando i finanziamenti per lanciare l’app vera e propria.

“In futuro vorremmo creare una forte comunità di users, duratura nel tempo, e collaborazioni con attività locali nelle città universitarie, personalizzando il nostro plan in base al contesto e alle abitudini degli abitanti”, conclude Sangiovanni.

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