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A Bologna il primo speed date filosofico d’Italia

Un vero e proprio speed date. Due persone sconosciute che si incontrano, si guardano negli occhi e si parlano per un numero definito di minuti. Con la differenza, rispetto ai tantissimi eventi di questo tipo che si organizzano in tutto il mondo, che a Bologna c’è chi ha deciso di lanciare uno “speed date filosofico“. Il primo in Italia.

Uno speed date cioè dove non si parla del più o del meno, ma si cercano assieme risposte a grandi quesiti come “c’è un modo giusto di amare?”, “Dio esiste?”, “Scegliamo noi di essere quel che siamo veramente?”, “Esiste il bene e il male?”. E tanti altri.

Un modo per dimostrare che la filosofia non è qualcosa di così ostico o lontano, se affrontata nel modo giusto. La conferma è arrivata dall’evento bolognese. Giovedì 18 novembre a Bologna, nel salone del Das – Dispositivo Arti Sperimentali – si sono incontrate almeno 250 persone. Faccia a faccia, per parlare di filosofia.

“Si tratta del primo speed date filosofico in Italia – spiega Sara Gomel di Filò, l’associazione nata per promuovere il dialogo filosofico – L’idea è quella di fare incontrare le persone a partire dalla scoperta di domande filosofiche, per fare uscire le domande dall’accademia e farle tornare quello che sono veramente: domande umane, domande esistenziali. Noi portiamo le domande alle persone che le discutono per qualche minuto, poi si cambiano le coppie. Così si è creata una socializzazione profonda, qualcosa che mancava”.

Lo speed date come pretesto, la filosia come strumento, la socialità come punto di arrivo. Ma non solo.


“E’ lo speed date ad attirare le persone – continua Sara Gomel di Filò – Sicuramente c’è un fortissimo bisogno di socialità, ma c’è qualcosa di più. Non abbiamo bisogno di parlare di un tema qualsiasi, ma di temi autentici che dicono qualcosa di noi. A me è capitato di discutere la domanda “Dio esiste?” con un ragazzo che aveva appena abbandonato il seminario. Ancora me lo ricordo, ed è passato molto tempo. Questo significa che le domande creano legami. Cosa che altri contesti non riescono a fare”.

Filò è anche una startup, che punta a trasformare la filosofia in un lavoro. Anche al di fuori dell’accademia. Lo speed date filosofico bolognese è stato anche un momento in cui raccontare agli studenti e alle studentesse dell’Università di Bologna che è possibile fare impresa, anche se a partire da basi umanistiche.

“Nelle imprese ci sono esseri umani, e visto che la filosofia fa domande che si pongono tutti gli esseri umani allora nell’impresa c’è bisogno di filosofia – ragiona Luca Zanetti di Filò – C’è grande richiesta di filosofia nelle scuole, nelle aziende e in generale in tutti i contesti in cui un gruppo di persone deve prendere una decisione e pensare attorno a tematiche complesse.

“Questa è un’iniziativa unica in Italia, a cui abbiamo lavorato diverso tempo – spiega Giacomo Venezia dell’associazione StartYouUp – Lo speed date filosofico è una grande opportunità per conoscersi e parlare, per fare networking. Un modo per gli studenti di mettersi in gioco e capire, tra le altre cose, che è possibile realizzare un’impresa”.

“La startup Filò – racconta Edoardo D’Elia, docente all’Università di Bologna e membro di StartYouUp – è uno dei progetti nato dal programma di StartYouUp per fare incontrare gli studenti di discipline umanistiche con l’ecosistema imprenditoriale. Capire come funziona, quali le opportunità e quali i limiti. E’ vero, lo speed date filosofico è un pretesto per fare venire qui le persone, ma quelle stesse persone incontrandosi si alleano a fare networking, parlare, interagire, conoscersi, capire le possibilità di condivisione e collaborazione. Tutte cose utilissime, perché creano una community che speriamo possa dare presto i suoi frutti”.

Da tempo StartYouUp, in collaborazione con l’Università di Bologna, si occupa di un “Programma di coinvolgimento“, un percorso di formazione all’imprenditorialità dedicato agli studenti di discipline umanistiche e alle idee di impresa culturale e creativa. Il programma di coinvolgimento, si legge sul sito di StartYouUp, è “in grado di garantire un’assistenza strutturata e continuativa ai progetti proposti dagli studenti in ambito umanistico”.

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