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Salvare un’edicola, rigenerare un quartiere. A Bologna nasce “Finalmente, l’Edicola resiliente”

C’era una volta un’edicola destinata alla chiusura. C’era una volta, ma non c’è più. Perché un gruppo di cittadini ha deciso di organizzarsi, fondare una cooperativa di comunità, e salvarla.

Siamo in Piazza Bernardi, quartiere Barca, periferia di Bologna. Zona piena di verde ma con poche occasioni di socialità. La signora Pina – titolare della storica edicola che dà sulla piazza – sta per andare in pensione.

L’epilogo sembrava scontato, lo stesso che segna il destino di tante edicole italiane: la chiusura. Invece è andata diversamente.

L’edicola è stata comprata, e quindi salvata da Il Passo della Barca, una cooperativa fondata dagli abitanti della zona, e per questo continuerà a fornire i suoi servizi alla cittadinanza.

Ma c’è di più: diventerà quel che si dice community hub, un nuovo cuore per il quartiere, dove comprare giornale ma anche dove incontrarsi e “attivare” tutta una serie di servizi in via di ideazione: dal portierato di vicinato al babysitting.

Il salvataggio è merito degli oltre 90 soci de il Passo della Barca Per finanziare il progetto il Passo della Barca ha lanciato un crowdfunding. In due mesi sono stati raccolti 13 mila euro, in tutto 300 sottoscrittori differenti.

L’edicola sarà lanciata in grande stile a inizio 2022. Avrà un nuovo nome, “Edicola Resiliente“, sarà gestita da un socio della cooperativa, venderà giornali ma anche libri e fumetti, molto richiesti dagli adolescenti del quartiere, e attorno a lei si svilupperanno servizi e occasioni di socialità.

I soci del Passo della Barca progettano anche di creare attorno all’edicola una vera piazzetta, e per questo c’è una trattativa avviata col quartiere. Altra questione: i parchi della zona, che la cooperativa ha già iniziato ad animare e a riempire di attività.

Immaginiamo di scendere sotto casa e avere a disposizione giardini, piazzette e slarghi urbani dove incontrarci e avere la possibilità di fare attività che ci facciano star bene, ritrovare il piacere di stare con gli altri e ricostruire quel clima di buon vicinato a cui il Covid (e forse non solo) ci ha disabituati. Forse possiamo non solo immaginarlo…

Antonio Cardelli, Presidente Il Passo della Barca
26 ottobre 2021. La signora Pina cede l’edicola. Ora i proprietari saranno i 90 soci e socie della cooperativa di comunità Il Passo della Barca

La storia della cooperativa di comunità Il Passo della Barca

Ad avviare il progetto di salvataggio dell’edicola è stata una manciata di genitori del quartiere. La storia inizia nel maggio 2020, quando si diffonde la notizia che la signora Pina, titolare dell’edicola, ha deciso di andare in pensione e vendere.

I genitori prima si allarmano, perché quella non è semplicemente un’edicola, ma un vero presidio per il quartiere. Poi decidono di fare qualcosa, si organizzano, e capiscono che quel che non vogliono perdere (e quindi quel di cui hanno bisogno) non è solo un rivenditore di giornali, ma un luogo di socialità e collaborazione.

Passano 10 mesi, è il marzo 2021 e nasce ufficialmente una cooperativa di comunità, “Il Passo della Barca” appunto, un modo per organizzarsi e rispondere ai propri bisogni attraverso la via mutualistica.

Laboratori, incontri, socialità. L’edicola è un pretesto per fare comunità

L’edicola per noi è un pretesto di socialità – spiega Antonio Cardelli, socio e presidente della cooperativa il Passo della Barca – Abbiamo capito che c’era un patrimonio di relazioni che questo quartiere rischiava di perdere, a quel punto abbiamo deciso di darci da fare, mantenere questo servizio per conservare il patrimonio di relazioni e anzi fare di più, ampliandolo”.

Cardelli parla di “servizi di prossimità e collaborativi”, di animazione, aggregazione, socialità.

Queste le esigenze di partenza: conservare nel quartiere un punto di riferimento diventato ormai decennale grazie al lavoro della signora Pina, come è ormai chiamata affettuosamente da tutti la signora Giuseppina Uorcah, nata ad Asmara e titolare da 44 anni dell’edicola della Barca.

“Più che clienti per me quelli che vengono a comprare il giornale sono familiari. Conosco tutti, bimbi compresi”, spiega Giuseppina, in procinto di lasciare l’attività. “L’edicola non avrei mai voluta chiuderla – aggiunge – perché la zona ha bisogno di un servizio così. Ora sono felice di quel che sta succedendo”.

Una delle tante attività organizzate dai soci e dalle socie della cooperativa il Passo della Barca

Rilanciare l’edicola certo, ma farlo per raggiungere altri obiettivi. “Noi non vogliamo prendere l’edicola per vendere giornali, noi immaginiamo di partire da qui per creare una nuova piazzetta, un nuovo riferimento per il quartiere, nuovi servizi e occasioni di amicizia e buon vicinato”, spiega Michele Giambelluca, socio della cooperativa di comunità

“Questa zona della Barca è meravigliosa e piena di verde, ma ci sono poche occasioni di socialità. Vogliamo lavorare proprio su questo”, aggiunge.

L’obiettivo: salvare l’edicola. Lo strumento: la coop di comunità

Ma come fare? Come salvare un’edicola e rilanciare le relazioni sociali di un quartiere? Michele, Antonio, Marilù e tutti gli altri 90 soci hanno scelto lo strumento della cooperativa di comunità.

Un’idea che si è subito trasformata in un progetto di frontiera, perché il Passo della Barca non è nata in una zona ultra periferica o montana (dove di solito nascono coop di questo tipo), ad esempio sull’Appennino che va spopolandosi di famiglie e servizi. Il passo della Barca nasce a Bologna, in una zona urbana densamente popolata e con tanti servizi.

Il Passo della Barca ha scelto la forma mutualistica per raggiungere i suoi obiettivi

“Quando si sono rivolti a noi per capire come organizzarsi siamo stati felicissimi di aiutarli – spiega Luca Grosso di Legacoop Bologna – La sfida di questi cittadini ha rappresentato per il movimento cooperativo la possibilità di confrontarsi con la cittadinanza attiva e accompagnarla nel soddisfare i suoi bisogni attraverso la forma mutualistica”.

Secondo Grosso l’innovazione vera de il Passo della Barca consiste nella forma scelta per l’auto organizzazione. Avrebbero potuto costituire una Srl per gestire la nuova edicola, oppure costituire un’associazione.

“Questi cittadini invece hanno deciso di organizzarsi in cooperativa, e tramite questo costruire una risposta a bisogni presenti e futuri, magari anche a bisogni che saranno individuati in futuro attraverso la partecipazione di soci che ancora non ci sono. La forma della cooperativa di comunità è stata per la loro la soluzione migliore”.

Il primo “cantiere di comunità” della cooperativa Il Passo della Barca. Un modo per individuare quali potranno essere i servizi della nuova edicola.

Una volta arrivati a Legacoop i soci e le socie de Il Passo della Barca sono stati indirizzati anche verso la Fondazione Innovazione Urbana del Comune di Bologna, che tra le altre cose si occupa di fornire a cittadini e comitati anche informali gli strumenti e le competenze per raggiungere i loro obiettivi.

“La loro è un’idea meravigliosa – spiega Michele d’Alena della Fondazione – Sono venuti da noi e ci hanno parlato di un progetto enorme, pieno di sviluppi sorprendenti. Al centro di tutto c’era la loro voglia di fare comunità. Si parlava dell’edicola, ma si andava molto oltre”.

Così la Fondazione ha messo a disposizione le proprie competenze, rinforzato con i cittadini l’idea progettuale, organizzato incontri di formazione e di confronto con le istituzioni, ad esempio col Quartiere Borgo-Panigale di Bologna con cui la coop sta per siglare un patto di collaborazione per la creazione di una piazzetta davanti all’edicola. “Li abbiamo presi per mano rispettando la loro volontà di auto organizzarsi”, spiega d’Alena.

Tra le iniziative che la cooperativa di comunità il Passo della Barca ha messo in campo c’è il “lido urbano” nel Giardino del Ghisello, da trasformare in un luogo di cultura e socialità. Nel giardino Nicholas Green i soci e le socie progettano di avviare un’attività di animazione.

Per il giardino di Via Grieco il Passo della Barca ha invece messo in campo un “racconto collettivo”, un itinerario per riscoprire la storia della zona rione assieme ad altre associazioni.

“Tutto quel che facciamo ha una forte impronta culturale – spiega Marilù Manzolillo – Quando siamo partiti abbiamo chiesto alle famiglie del quartiere: di che cosa avete bisogno? E’ emersa una forte richiesta di attività di animazione, per bimbi, famiglie e adolescenti. Siamo partiti da qui, dal nostro quartiere e dai nostri bisogni”.


Change-Makers è il magazine digitale che racconta idee, storie, protagonisti del cambiamento. Scriviamo di cooperazione e innovazione sociale, ambientale, economica, digitale, organizzativa, etica e filosofica.

2 Comments
  1. Giovanni Stinco

    Grazie per avere ripreso il nostro articolo.

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