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Tecnopolo di Bologna. Big data e Centro meteo europeo, ecco a cosa servirà e perché è importante

Il date center del Centro meteo europeo (Ecmwf), il supercomputer europeo Leonardo, l’Agenzia Italia Meteo, aree comuni per incubatori e la sede di alcuni importanti istituti scientifici e centri di ricerca italiani. Tutto questo sarà il Tecnopolo di Bologna.

1) Cos’è il Tecnopolo di Bologna e quando inizierà a funzionare?

Il Tecnopolo è un enorme complesso di 120 mila quadrati che sorge nell’area dell’ex Manifattura Tabacchi, a Bologna. Le storiche palazzine e i capannoni progettati negli anni 50 del 900 dall’architetto Pier Luigi Nervi sono state riqualificate, e nei prossimi mesi si trasformeranno in un hub internazionale dei big data.

Nel Tecnopolo di Bologna entro i prossimi due anni si concentrerà una capacità di calcolo che porterà Bologna in cima alle classifiche mondiali. Per questo si parla del Tecnopolo come di una “città della scienza”, ma anche come il cuore di una nuova data valley europea capace di competere con Usa e Giappone. I supercomputer che saranno installati al Tecnopolo saranno da soli capaci di esprimere l’82,6% della potenza di calcolo nazionale italiana e il 20,9% di quella europea (+15,3% rispetto a oggi). In più il Tecnopolo potrà diventare il cuore italiano della transizione verso i superpc quantistici.

Al Tecnopolo entreranno le seguenti realtà:

  • il Competence Center for Industry 4.0 del consorzio Bi-Rex;
  • il progetto Bologna Big Code Lab;
  • il supercomputer Leonardo, un progetto europeo gestito dal Cineca;
  • l’Ifab, l’International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development.
  • la biobanca del Rizzoli Orthopedic Institute;
  • l’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile;
  • Arpae Emilia-Romagna, l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia;
  • Art-Er, l’agenzia dell’Emilia-Romagna per l’innovazione e la crescita sostenibile;
  • ItaliaMeteo, l’agenzia nazionale per la meteorologia e la climatologia;
  • Inaf, l’Istituto Nazionale di Astrofisica;
  • il data center dell’Infn, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare;
  • il Centre Big Data and AI for Aging di Ibm;
  • “Le Ballette”, incubatore di startup.
Il Tecnopolo di Bologna. Foto Ecmwf.

2) Cos’è il Centro meteo europeo e perché arriverà al Tecnopolo?

Il Tecnopolo di Bologna è stato definito un centro “nazionale ed europeo su nuove tecnologie, Big data, climatologia e Human Development”. Il che significa che l’imponente capacità di calcolo sarà messa al servizio di settori come quello della lotta ai cambiamenti climatici, della scienza della vita, della telemedicina, della tutela ambientale.

La prima infrastruttura presente al Tecnopolo di Bologna è il Data Center del Centro Europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), in breve Centro meteo europeo. L’Ecmwf è un organismo internazionale con sede a Reading in Gran Bretagna, che vede la partecipazione di 22 Stati membri, fra cui l’Italia, e 12 paesi cooperanti. In 730 giorni, nonostante i rallentamenti e le difficoltà subentrate a causa dall’epidemia Covid, gli spazi destinati a ospitare il Data Center europeo sono stati ultimati e oggi sono pronti: vi verranno installati due High Performance Computing (HPC) fra i più potenti al mondo.
Il Data center del Centro meteo si estende in un’area di 21.500 mq all’interno del Tecnopolo ed è stato ufficialmente inaugurato il 14 settembre 2021.

L’investimento complessivo è stato di 63 milioni di euro: 43,5 a carico del ministero dell’Università e della Ricerca e 19,5 della Regione Emilia-Romagna. I tecnici del Centro Meteo di Reading sono già al lavoro per implementare la parte tecnologica dell’infrastruttura.

Per fare un esempio concreto il Centro meteo europeo (Ecmwf) avrà tra le sue finalità quella di sviluppare metodi sempre più accurati per le previsioni meteorologiche a medio raggio e di raccogliere e conservare i dati meteo. Banche dati e previsioni di questo tipo sono fondamentali per l’industria agricola, ma non solo. Attualmente la sede di Londra del centro, che chiuderà a causa della Brexit, possiede già il più grande archivio al mondo di dati numerici di previsione del tempo. Archivi di questo genere hanno bisogno di una grande capacità di calcolo per essere analizzati.

L’ingresso del Centro meteo europeo al Tecnopolo. Foto Ecmwf.

3) Quali sono le altre realtà che entreranno al Tecnopolo di Bologna?

Al Tecnopolo arriverà il Centro Europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), ma non sarà l’unica realtà.

Al Tecnopolo arriverà a meta 2022 anche Leonardo, il nuovo supercomputer europeo da 240 milioni di euro: 120 milioni per la macchina finanziati dall’Unione europea, 120 milioni dal Governo italiano per l’allestimento e la gestione, a cui si somma lo stanziamento della Regione per la struttura.

Leonardo sarà gestito dal Cineca, il consorzio interuniversitario che si occupa di dati e servizi informatici innovativi. Il gigantesco elaboratore occuperà una superficie di 1500 metri quadrati, conterà 3500 processori Intel e 14 mila Gpu Nvidia. Secondo Cineca sarà la macchina per l’intelligenza artificiale più potente al mondo.

Il progetto del Cinema è stato scelto come progetto italiano da EuroHPC Joint Undertaking, l’impresa comune europea chiamata ad acquisire, creare e implementare in tutta Europa un’infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni (Hpc) all’avanguardia e sostenere anche un programma di ricerca e innovazione per sviluppare le tecnologie e le macchine (hardware), nonché le applicazioni (software) destinate ai supercomputer.

Leonardo sarà utilizzato anche dall’Infn, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che al Tecnopolo di Bologna porterà anche i propri data center.

Negli spazi del Tecnopolo di Bologna saranno installati alcuni tra i supercomputer più potenti al mondo. Foto Ecmwf.

Al Tecnopolo avrà sede anche la International Foundation Big Data & Artificial Intelligence for human development (Ifab), la fondazione promossa dalla Regione Emilia-Romagna con la mission di “consolidare ed integrare le capacità scientifiche del nostro Paese per sostenere il rilancio e l’innovazione dell’intero sistema produttivo europeo attraverso lo sviluppo di tecnologie e metodi scientifici per uno sviluppo umano sostenibile”.

L’Ifab vede la partecipazione delle più importanti istituzioni scientifiche di livello nazionale attraverso l’Associazione Big Data (Università, Cnr, Enea, Inaf, Infn, Cineca, Cmcc) e di importanti imprese italiane ed internazionali (Unipol, Eni, Atos). Nel board della fondazione siedono scienziati, ricercatori e personalità riconosciute a livello internazionale come Luciano Floridi, Alberto Sangiovanni Vincentelli, Thomas Lippert, Mateo Valero Cortes, Florence Rabier, Ursula Bassler, Anna Grasselino, Alec Ross e Patrizio Bianchi.

Presidente del’Ifab è l’ex rettore dell’università di Bologna Francesco Ubertini, direttore è invece Marco Becca.

Nel Tecnopolo troveranno casa anche il Centro di ricerca dell’Ena negli ambiti delle energie rinnovabili e dell’economia circolare; l’Agenzia ItaliaMeteo; il progetto “Biobanche” dell’Istituto Ortopedico Rizzoli; il Competence Center Nazionale Bi-Rex per l’industria 4.0; l’Infn (Istituto nazionale fisica nucleare) e l’Art-ER, la società consortile della Regione Emilia-Romagna per la ricerca e l’innovazione, che associa tutte le Università e i Centri di ricerca nazionali presenti nella Regione Emilia- Romagna.

I superpc del Centro meteo europeo. Foto Ecmwf.

4) Al Tecnopolo di Bologna arriverà anche l’università dell’Onu?

Potrebbe succedere. La Regione Emilia-Romagna ha già candidato il Tecnopolo di Bologna per alcuni progetti di grande rilevanza, sui quali sta lavorando insieme al Governo. Fra questi, l’Università delle Nazioni Unite. Un progetto focalizzato focalizzato sull’utilizzo dei Big data e dell’Intelligenza Artificiale per studiare i cambiamenti dell’habitat umano indotti dalla crisi climatica, con un’attenzione ai complessi problemi e alle trasformazioni sociali, economiche e culturali.

L’università Onu si chiama Unu (United Nation University), ed è un istituto di alta ricerca che, qualora arrivasse a Bologna, sarà dedicato ai cambiamenti dell’Human Habitat nell’area del Mediterraneo. L’Unu ha la sede principale in Giappone e si descrive come un “global think tank” con la missione di contribuire, attraverso educazione e ricerca collaborativa, ai temi dello sviluppo globale e del welfare.

Un rendering che mostra il Tecnopolo una volta ultimati tutti i lavori. Grande attenzione anche all’aspetto ambientale

5) Il Tecnopolo avrà ricadute sul territorio?

A pieno regime al Tecnopolo troveranno impiego 1.500 persone tra ricercatori, tecnici, addetti. Solo per il centro meteo europeo si parla di oltre 200 lavoratori altamente specializzati in arrivo. Il Tecnopolo di Bologna, e i suoi lavoratori, avrà quindi bisogno di servizi: bar, ristoranti, mense, lavanderie, alloggi, trasporti, palestre, ecc. La cittadella bolognese dei big data avrà quindi un impatto diretto sul territorio, e favorirà la creazione di nuove piccole imprese.

Attorno al Tecnopolo nei prossimi anni potrebbero nascere anche centri di ricerca privati, startup, incubatori e nuove aziende dell’information technology. Il principio è quello del distretto industriale: quando si concentrano le competenze e le infrastrutture (in questo caso informatiche) in un territorio, quello stesso territorio sarà sempre più appetibile per nuove iniziative imprenditoriali. Un meccanismo virtuoso che in Emilia-Romagna funziona su più fronte ed è capace di generare eccellenza e innovazione, basti pensare al settore del packaging, dei motori o della ceramica.

Il Tecnopolo di Bologna si inserisce in un ecosistema che ha visto la Regione Emilia-Romagna negli anni scorsi far nascere 10 tecnopoli della ricerca, con 20 sedi collocate al centro delle filiere più importanti, sostenere oltre 80 laboratori di ricerca accreditati, finanziare 300 dottorati e borse di ricerca, centinaia di progetti di innovazione delle imprese, nuove aree dedicate alla nascita, allo sviluppo e all’accelerazione delle start-up e 9 Associazioni Cluster formate da oltre 600 soggetti pubblici e privati che operano anch’essi nelle più importanti filiere regionali.

6) Il Tecnopolo sarà anche un incubatore?

Lo sarà nei fatti, perché mettere assieme così tante realtà creerà indotto e nuove idee e progetti. Proprio questa era l’idea originaria del Tecnopolo, quando la cittadella fu per la prima volta immaginata dalla Regione Emilia-Romagna per riqualificare l’ex Manifattura Tabacchi di Bologna. Ma al Tecnopolo ci sarà anche un incubatore vero e proprio, cioè un luogo fisico (3 mila metri quadri) dove aziende, startup e realtà del territorio impegnate sul digitale e l’innovazione, potranno incontrarsi ed essere supportate nella loro percorso imprenditoriale. In questo senso il Comune di Bologna è impegnato nella creazione di un incubatore per nuove imprese.


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