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“Zero emissioni, zero diseguaglianze e zero disoccupazione”. La proposta del Nobel Yunus

“La pandemia ci dà l’opportunità di ripensare l’intero sistema economico globale creando un mondo a tre zeri: zero emissioni di carbonio, zero concentrazione di ricchezza e zero disoccupazione“. Lo ha detto oggi a Rimini Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace nel 2006 e fondatore della Grameen Bank, l’istituto di microcredito nato in India e in Bangladesh che concede prestiti alle popolazioni povere senza chiedere garanzie collaterali.

Yunus era a Rimini per la XXI edizione delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile, appuntamento promosso da Aiccon (l’Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit) che da più di un ventennio garantisce un luogo di riflessione e discussione sul Terzo settore e sull’economia civile in Italia.

Muhammad Yunus, che ha parlato dal Palacongressi di Rimini, ha aperto l’evento (in corso il 15 e il 16 ottobre) con il suo intervento “Social Business e Sostenibilità Integrale”.

Il 99% della ricchezza è nelle mani dell’1% della popolazione mentre il 75% dei vaccini è andato ai 10 paesi più ricchi.

Tutta la ricchezza del mondo è concentrata sempre di più nelle mani di pochi, solo una manciata di persone possiede tutta la ricchezza del mondo”, ha detto Yunus. “Controllatelo questo dato anche in Italia – ha aggiunto – guardate la distribuzione della ricchezza tra le persone e resterete sorpresi solo poche persone, che puoi chiamare per nome, possiedono la maggior parte della ricchezza dell’Italia In tutti i paesi, non solo in Italia, Il 99% della popolazione del mondo intero, quasi il totale della popolazione possiede solo l’1% della ricchezza. Poi, se lo inverti, il 99% della ricchezza è nelle mani dell’1% della popolazione e il 99% delle persone ha solo l’1% della ricchezza. Questo è stupido. Questa non è economia, è una rapina“.

“Abbiamo creato – ha continuato Yunus – un sistema che spinge tutta la ricchezza in una direzione, verso le persone già ricche. Tutta la ricchezza va verso di loro. Ci stiamo godendo i successi delle nostre imprese, la crescita del
Pil, i progressi tecnologici senza renderci conto che la nostra casa sta bruciando. Io vorrei coinvolgere tutti nello spegnimento del fuoco per poi festeggiare. La pandemia ci dà l’opportunità di ripensare l’intero sistema economico globale creando un mondo a tre zeri: zero emissioni di carbonio, per combattere il riscaldamento globale; zero concentrazione di ricchezza, per porre fine alla povertà; zero disoccupazione, risvegliando l’imprenditorialità in tutti
noi”.

Yunus ha messo l’accento anche sul tema del climate change: “Non ci resta molto tempo a causa del riscaldamento globale. Succederà nei prossimi 20 anni, le temperature aumenteranno di 1 grado e mezzo o oltre. Questo è un dato terribile da ricordare, perché questo è il limite una volta raggiunto il quale entreremo nella zona rossa, quella in cui la nostra esistenza sarà messa in discussione. Vent’anni non sono nulla, e ricordiamo che anche solo avvicinandosi a quel limite la situazione sarà critica. Se smettessimo di usare combustibili fossili il riscaldamento globale si arresterebbe, ma nessuno prende sul serio il tema, nessuno vede l’urgenza. Vi invito a sentire questa urgenza. Questa è la nostra vita, quella dei nostri figli. Forse noi ce la faremo, i nostri figli no. Ecco perché i giovani si ribellano, creano movimenti e campagne come Fridays For Future. Continuano a dire che la nostra casa sta bruciando, ma dentro la casa continua la festa come se nulla fosse. Ci godiamo il Pil, i successi industriali e tecnologici, mentre dovremmo tutti assieme spegnere i fuoco. Lo dobbiamo fare oggi, non domani. Oggi non nel 2050″.

Poi il tema dei vaccini: “Pensavamo che il mondo avrebbe reagito in un modo coeso e coordinato per sconfiggere il Covid-19. Abbiamo parlato per tanto tempo di villaggio globale, eppure questa reazione coordinata non c’è stata. Ognuno si è isolato. Quando il vaccino è arrivato, a inizio del 2021, abbiamo lasciato sole le persone. Cosa è successo? Abbiamo creato muri attorno alla conoscenza necessaria per creare i vaccini. Questi sono i muri della massimizzazione dei profitti. Alcuni hanno fatto profitti estremi offrendo vaccini a chi offriva di più, ai fortunati che potevano pagarlo. Il 75% dei vaccini prodotti in tutto il mondo è andato ai 10 paesi più fortunati. L’Africa ne ha ricevuto il 2%. Non sono informazioni terribili? Abbiamo fatto una campagna per rendere i vaccini un bene comune, senza brevetti e copyright”

Ancora Yunus: “Ci siamo rivolti a tutti, all’Onu, ma ancora non ci siamo riusciti. La Germania rifiuta di rendere i vaccini bene comune. Nel Trips Concil (Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights) dell’Organizzazione Mondiale del Commercio serve l’unanimità, basta un paese contrario per bloccare tutto. La Germania sta resistendo assieme ad altri due o tre paesi. La nostra economia può renderci estremamente avidi e egoisti. Nel 2021 sono nati 9 nuovi miliardari nell’industria farmaceutica. Questi sono i benefici dell’industria farmaceutica? Le cose stanno andando in un modo sbagliato e i problemi non si risolvono”.

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