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C’era da aspettarselo da quella combriccola di svalvolati transumanisti e fanatici della singolarità tecnologica accampati in Silicon Valley. 

Che arrivasse l’ennesima cazzata (pardon innovazione!). 

Ci ha pensato il patron di Amazon, la fabbrica planetaria per “comprare di tutto, anche se è di niente che hai bisogno” (grazie Lucio!)

Cosa Sarà

Hanno sfornato la versione “sciamanica” di Alexa: il lato oscuro Né intelligente né artificiale dell’assistente vocale dell’azienda di Seattle.

Che adesso, pare, possa “resuscitare” i morti facendoli parlare con l’antica voce.

Perché? Per non farsi mancare, la fiaba della buona notte, dalla voce taroccata della nonna morta.

E per avviare un nuovo filone della mai sazia industria del deepfake.

Come se non ce ne fossero già abbastanza, di fake, su questa terra.

Mi sa che siamo proprio al canto del cigno dell’umanità. E un po’ mi fanno pena questi omuncoli affaccendati a esorcizzare la morte.

Damien Hirst For the Love of God 2007 (foto di Aaron Weber)
Damien Hirst For the Love of God 2007 (foto di Aaron Weber)

É come se il mondo sull’orlo della catastrofe stesse perfezionando le sue tinte dark togliendo dal nostro orizzonte, non solo la terra da sotto i nostri piedi, ma anche il sacro dalla vita e dalla morte. 

Per prepararsi all’ultima “pera”. L’ultima overdose di tecnologia. 

E mettere in scena l’ultimo ballo di effetti iatrogeni: nuovi danni generati nella incessante tensione a risolvere problemi attraverso la tecnologia. 

Guarda la tecnologia  spaziale. Il piano B dei ricconi: la colonia sulla Luna o su Marte e la Terra che diventa Bad Company da rottamare.

E se smettessimo di fingere?

E mi assale il dubbio. Che ci manchi il coraggio di leggere il presente con gli occhi di Franzen e seppellire la speranza una volta per tutte.

Smettendola di prenderci per il culo.

“Per chi ha a cuore il pianeta, e le persone e gli animali che lo abitano, ci sono due modi di affrontare il problema. Si può continuare a sperare che la catastrofe sia evitabile, e sentirsi sempre più frustrati o furiosi per l'inerzia del mondo. Oppure si può accettare l'idea che il disastro sta arrivando e iniziare a ripensare il significato della parola «speranza»”.

Ignorando quegli “spiriti positivi” che, come diceva Karl Kraus, sono di due tipi: «quelli che usano l’urna come vaso da notte e quelli che usano il vaso da notte come urna».

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